
Questa mattina ero sul pullman, un po’ addormentato, impiedi per miracolo, fissando nel vuoto il panorama di Torino il mattino alle 8.
Ci fermiamo al semaforo ed un ragazzo sui 27-28 anni di colore, con il carrellino classico, quello di tela con le ruote che si usa per andare a far spesa, quadretti blu con i bordi rossi, si avvicina ad un bidone della spazzatura, di quelli grandi di latta, lo apre lo guarda di sfuggita e se ne va.
Passa al prossimo, apre mette i piedi sulla leva che lo tiene aperto ed hop! Ci butta dentro testa, braccia e l’intero busto, cerca per qualche secondo, ed esce come se nulla fosse, attraversando la strada per controllare quelli poco lontani.
Mi guardo intorno ed un altro signore sul pullman stava guardando la scena, fermo, chissà cosa stava pensando, io penso che sia da me che debba partire il cambiamento, non posso dire di aver vissuto la crisi, la mia famiglia o si sta impegnando per non farmela vivere, oppure siamo fortunati, io ho trovato lavoro, a progetto ma come prima esperienza è fin troppo.
Bisogna diventare il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo, dobbiamo essere noi a far finire un era, non aspettare che al classe politica si dilegui, le statistiche dicono che la politica negli ultimi anni ha trascurato i giovani, gli adulti pensato che la nostra generazione non sia all’altezza, allora freghiamocene anche noi, mettiamo un punto a capo sull’avidità, la corruzione e tutti i virus che infettano la nostra società.
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