

Primo giorno di missione.
Dopo 8 ore di pulman nella Savana africana siamo stati accolti dagli abitanti della missione.
L’accoglienza calorosa dei bambini che hanno tentato di portarci le nostre pesanti valige, invano è stato il nostro tentativo di distoglierli dall’arduo compito di trascinare i nostri 25kg di bagaglio.
Essendo arrivati nel primo pomeriggio siamo riusciti subito a passare un po’ di tempo con i bambini, siamo riusciti a “farci avvicinare” da loro, che ci hanno poi guidati nel luogo, non so dargli un nome, in cui dormono, giocano e trascorrono il tempo quando non sono a scuola.
è un insieme di stanze con un cortine in mezzo.
Oggi ho visto la povertà ed ho capito meglio cosa vuol dire possedere qualcosa in più.
Non serve conoscere la lingua per comunicare con loro, basta calarsi all’altezza dei loro occhi, sono in attesa di essere coinvolti.
Come primo giorno, posso solo notare che probabilmente per cultura l’area dei bimbi sembra da loro autogestita, il che puo’ render l’idea delle condizione della “stalla” in cui vivono.
Differenza di cultura che si nota subito e che debbo dire non fa piacere al vedersi e che probabilmente non condivido, non so esprimermi in questo senso e non so nemmeno se sia giusto farlo in modo forte e autorevole.
Pero’ contrapposta alla politica di protezionismo in cui vivono i bambini qui da noi, questo è un altro mondo.

