Primo giorno completo di missione, stà mattino abbiamo visitato “la campagna” ovvero la nuova missione che Padre Filippa stà costruendo, cosi’ detta per ovvie questioni di ubicazione.
Se ieri ho visto il passato, oggi ho visto il futuro, che porta “odore” di speranza e cambiamento.
“Ora sto’ cercando di affidare ad ogni donna un bambino piccolo, perchè prima li lasciavano soli e tornavano da loro solo per dargli da mangiare” questa è Fausta, la donna responsabile di questa nuova realtà, una donna del luogo che ha studiato da noi Biologia ed ora ha accantonato i suoi studi per dedicarsi alla missione.
Questo è quello che più fa notare il desiderio di cambiamento, la pulizia dei bambini ospitati dista anni luce da quella in cui vivono nella vecchia missione, si puo’ attribuire tutto questo al tocco di femminilità assente nella missione originale.
Dopo tutto la mamma è sempre la mamma.
Ora sono a casa, sto’ guardando oltre il muro della missione dove nasce la città di Ilula che tra poco visiteremo.
Ci sono un sacco di bambini che salutano, ed una di questi tra l’altro in italiano e se la stà ridendo tantissimo, penso mi stia prendendo in giro per il mio pessimo tentativo di dialogare con lei in Swahili. Penso si chiami qualcosa tipo Creta, se ho capito bene.
Qui i saluti non si sprecano, se ne fanno tanti e si riceve quasi sempre un sorriso entusiasto ed una risposta incomprensibile ma donata con il cuore.
Questo è un comportamento che differisce di molto rispetto alla nostra società














